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Evoluzione della bicicletta 

fu nel 1816 che il barone Drais de Saverbrum, che inventò un velocipede dal quale nacque poi l'attuale biciclo, e che fu chiamato col nome di Draisienne. Egli si compone di due ruote d'eguali dimensioni, legate assieme da una traversa in legno, sulla quale si poneva a cavalcioni il cavaliere. Si serviva allora delle punta dè piedi, che toccavano il suolo, per mettere in movimento la macchina; la fatica, e, sopratutto la critica e le caricature del tempo, impedirono a tale veicolo di propagarsi e di fare quindi numerosi proseliti. 

A quest'epoca le " Draisiennes" avevano la libertà entrata nei giardini pubblici ove una folla elegante assisteva, come attestato gli articoli stampati nel 1818 colle relative incisioni, ad una rappresentazione delle prime corse state effettuate nel Lussemburgo. Dopo comparvero le " Celeri " ma nel 1830 esse furono abbandonate perchè ritenute troppo pesanti e di difficili movimenti. 

Michaux 1855

nel 1855, Pietro Michaux, fabbricante di vetture a Parigi, diedesi a riformare la Celere e nacquegli la ingegnosa idea d'adattare ai movimenti delle manovelle a manico per servirsi di pedali, onde far muovere l'istrumento senza mettere i piedi in terra. A forza di perseverare, pervenne a far muovere detta macchina, mediante le manovelle ideate.
E' dunque dall'anno 1855 che si può stabilire l'applicazione del pedale ai velocipedi, e deversi attribuire la scoperta ad un francese. 

Michaux

Michaux

Particolare della seduta

Particolare della seduta

Particolare impugnatura girevole

Particolare impugnatura girevole

Particolare freno posteriore

Particolare freno posteriore

Particolare appoggia piedi

Particolare appoggia piedi

Particolare chiusura ruota anteriore

Particolare chiusura ruota anteriore

Particolare mozzo ruota posteriore

Particolare mozzo ruota posteriore

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Biciclo 1874

fu sulla fine del 1874, dopo il ritorno dall'Inghilterra di Camillo Thuillet, volocipedista francese, che la costruzione dei bicicli fu modificata onde poter montare più in alto mediante l'allargamento delle gambe, ed infatti si non visti allora i primi istrumenti dell'altezza di 1,mt. 35 e di 1.mt. 40, come gli Inglesi li costruivano già da qualche anno. 

Computer portatile

Computer portatile

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Bicicletto 1884

il bicicletto, presenta notevoli vantaggi in confronto degli antecedenti bicicli. Per la facilità di direzione, per la possibilità di arrestarsi istantaneamente e per la limitata altezza delle ruote, che rende impossibile la caduta in avanti, tale nuovo tipo viene ritenuto pratico e atto alla circolazione su qualunque strada. 

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Pignone fisso 

nell'ultimo decennio del 800 vengono organizzate le prime importanti corse ciclistiche. La lunghezza esasperata di queste competizioni è l'elemento ricorrente: nel 1891 la Bordeaux-Parigi è di 572 km e la Parigi-Brest-Parigi di 1185 Km. Parimenti vedono la luce classiche importanti come la Parigi-Tour e la leggendaria Parigi-Roubaix;
nel 1903 prende l'avvio il Tour de France.
L'inizio del 900 è un fiorire di corse anche fuori dai confini francesi:
nel 1905 il Giro di Lombardia, nel 1907 la Milano-San Remo e nel 1909 è la volta del Giro D'Italia. 
L'asprezza dei fondi stradali e la lunghezza dei percorsi imponevano scelte costruttive particolari, come tali con un'accentuata inclinazione del tubo piantone e del tubo sterzo, di una notevole lunghezza del carro posteriore e di un movimento centrale più alto da terra. La sella veniva montata molto in avanti, la piega manubrio era solidale all'attacco che aveva lunghezza breve o nulla; il freno era a tampone montato solo anteriormente; la trasmissione con pignone fisso a passo Humber e con l'iniziare utilizzo del passo "normale". Le ruote venivano assemblate con mozzi di grosso diametro munite di oliatore e cerchi in acciaio con pneumatici smontabili (in pista si utilizzano già i tubolari montati su cerchi di legno) e venivano bloccate nei forcellini tramite comuni dadi esagonali.
Nelle corse la trasmissione a pignone fisso venne utilizzata sino alla fine del primo decennio, poi si cominciò ad utilizzare la ruota libera

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Assetto da corsa

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Manubrio più freno

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Freno a tampone

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Mozzo ruota anteriore

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Guarnitura a passo Humber

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Vite di tensione catena Pignone fisso Humber

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Staffa per salita in sella

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Copri valvola con catenella

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Pompa

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Borsa accessori

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Lanterna a candela

Peugeot 1903

Peugeot 1903

Borsa con bottiglia in vetro

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Ruota libera "A"

nel 190
leve freno anteriore e posteriore 

freno anteriore a tampone con filo e posteriore fascettato 
freno posteriore fascettato 

ruota libera posteriore con cambio interno nel mozzo 

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Assetto da corsa

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Freno posteriore

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Stemma Alcyon

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Custodia accessori personalizzata

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Tachimetro

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Campanello

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Gemma in vetro posteriore

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Comando cambio posteriore

Alcyon 1906

Alcyon 1906

Mozzo posteriore con cambio interno

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Ruota libera "B"

nel 19 

in questo modello di bicicletta possiamo notare la particolarità della verniciatura con finiture sul telaio e alle ruote fatta con il fumo di candela.

leva freno posteriore 
freno posteriore fascettato  

Particolare

Particolare

Piega manubrio e leve freno

Particolare

Particolare

Freno posteriore

Particolare

Particolare

Stemma Alcyon

Particolare

Particolare

Custodia accessori personalizzata

Particolare

Particolare

Tachimetro

Particolare

Particolare

Campanello

Particolare

Particolare

Gemma in vetro posteriore

Particolare

Particolare

Comando cambio posteriore

Particolare

Particolare

Mozzo posteriore con cambio interno

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Super Champion 1934

è stato il primo sistema ammesso al Tour de France ( dal 1919 al 1937 fu vietato qualsiasi sistema di cambiata ) e presentava caratteristiche molto moderne. Ideato e prodotto da una società di Oscar Egg, famoso corridore, professionista dal 1911 al 1926, presenta un tendicatena a molla che agisce vicino alla guarnitura ed un deragliatore a fascetta comandato da una levetta posta sul telaio tramite un cavetto flessibile. La levetta di comando può assumere tre posizioni prefissate quasi come i moderni cambi indicizzati.

Terrot 1934

Terrot 1934

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Il cambio Vittoria 1934

nel 1930 Tommaso Nieddu deposita il brevetto ma non si parla di "cambio" ma di "tendicatena per ciclo" e di "rullo tenditore"; anche se non si parla propriamente di cambio è comunque l'uovo di Colombo. I primi prototipi furono costruiti nel 1927, ma la consacrazione nazionale e internazionale arrivò solo grazie a un testimonial d'eccezione come Alfredo Binda, vincitore dei campionati mondiali a Roma nel 1932. Solo con l'evoluzione successiva, il " Vittoria Margherita" brevettato nel 1934, si può parlare di un cambio vero e proprio, dopo un rodaggio nelle categorie minori fa il suo debutto nel mondo professionistico con la classica di apertura della stagione 1935, la Milano Sanremo. 

Legnano Mod. 1934

Legnano Mod. 1934

Leve freno

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Campagnolo 1940

Cambio Corsa

​​4 maggio 1940 Tulio Campagnolo brevetta il suo primo " cambio a bacchette". E' così denominato perchè utilizza due aste rigide: l'una controlla lo sganciamento della ruota dal forcellino e l'altra il deragliatore per il desiderato posizionamento della catena sul pignone. Il segreto di questo congegno erano i forcellini di particolare fattura, a cremagliera, che consentivano alla ruota di restare sempre centrata. Altro grande vantaggio, rispetto alla concorrenza - sopratutto del Vittoria Margherita e del Super Champion - fu la scomparsa del tendicatena, che era un notevole ostacolo alla fluidità della pedalata. 

- forcellini anteriori e posteriori 

- mozzi ruote completi di bloccaggio 

- disco para raggi

Dalcerri "Opera Milano"

Dalcerri "Opera Milano"

Leve freno

Atala

Campagnolo 1946

Cambio Paris - Roubaix 

​l'evoluzione del sistema fa confluire le due leve in un unico comando. Il rilascio del bloccaggio posteriore è comandato dai primi 30-40 gradi di rotazione della leva, mentre il successivo movimento fa scattare un meccanismo a baionetta che agisce sul guidacatena. L'operazione ne risulta facilitata rispetto al sistema a due leve, ma c'è ancora da pedalare all'indietro per ottenere il cambio di rapporto. 

- forcellini anteriori e posteriori 

- mozzi ruote completi di bloccaggio

- disco para raggi

- fermaglio 

- reggicatena 

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Atala

Atala

Leve freno

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Campagnolo 1951

Gruppo Gran Sport

introdotto dal 1950, il funzionamento del cambio è ormai vicino ai sistemi moderni: il guidacatena è posto al di sotto del forcellino posteriore e non occorre più girare indietro la pedaliera per variare il rapporto. Anche il tensionamento della catena non è più affidato allo spostamento del mozzo posteriore ma è messo in atto da un bilanciere composto da due rotelline all'interno delle quali scorre la catena. Le leve di comando dei deragliatori, fissate sul tubo obliquo, vengono realizzate con un'estetica che resterà praticamente invariata per decenni. Saranno ben poche, infatti, le rivisitazioni che subiranno queste leve fino al 1985.

- forcellini anteriori e posteriori 

- mozzi ruote completi di bloccaggio

- cambio Gran Sport
- deragliatore centrale 

- doppi comando al telaio 

- fascetta per doppia trasmissione e fascetta per tubo orizzontale 

- guaina per cambio e per deragliatore 

Torpado

Torpado

Leve freno

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Campagnolo 1962

Gruppo Record

nel 1962 compare il cambio Record. Il nuovo modello appare molto simile al Gran Sport che va a sostituire, ma ha un'innovazione importante nella geometria della gabbietta del bilanciere. La nuova soluzione consente maggiore precisione di funzionamento poichè il bilanciere risulta più avanzato e la catena avvolge meglio i pignoni evitando pericolosi salti di rapporto. Si riduce il giro bulloni della guarnitura che prima era fissata a 47 denti.

Il mercato vede l'esordio anche di una tripla moltiplica. 

- forcellini anteriori e posteriori Record
- mozzi ruote completi di bloccaggio flange normali o grandi 

- cambio Record 
- deragliatore centrale Record 

- doppi comando al telaio 
- reggisella 
- guarnitura e movimento centrale Record 
- pedali Record 

- serie sterzo Record 

- fascetta per doppia trasmissione e fascetta per tubo orizzontale 

- guaina per cambio e per deragliatore 

 

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Assetto corsa

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Manubrio 3T

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Leve freno Universal mod.

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Pinze freno Universal mod.

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Guarnitura Magistroni

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Cambio Campagnolo Record

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Deragliatore Campagnolo Record

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Comandi Campagnolo Record

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Reggisella Campagnolo Record

Bicicletta Stella Meschini

Bicicletta Stella Meschini

Mozzi ruote Campagnolo flangia grande

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Campagnolo 1967

Gruppo Nuovo Record 

è stato presentato alla Fiera di Milano del 1967. E' stato concepito come l'evoluzione del Record, poichè è realizzato in lega di alluminio per renderlo più leggero. 

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Campagnolo 1973

Gruppo Super Record "prima versione" 

per distinguere il nuovo modello nel 1973 viene introdotto il Super Record, la prima versione è molto simile al Nuovo Record. Si distingue per il corpo anodizzato e ha particolari in titanio per ridurre il peso. 

Design d'interni

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Campagnolo 1979

Gruppo Super Record "classico"

nel 1979 arriva invece il Super Record a due colori e la scritta non è più in rilievo. E' un successo per precisione e per gusto estetico. I particolari in titanio lo rendono leggerissimo: pesa meno di 200 grammi. Il disegno è essenziale e la robustezza notevole. Non è un caso che questo gruppo, e sopratutto il cambio, rimangano in produzione fino al 1987 quando già l'avveniristico C-Record avrà fatto la sua comparsa. 

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